Giulia Ti

La Giulia TI, capostipite di dieci versioni con più di venti aggiornamenti della famiglia delle Giulia, viene presentata all' interno dell' autodromo di Monza il 27 Giugno 1962.

Il suo prezzo è di 1.622.000 Lire: 330mila Lire in più della Fiat 1500, ma circa 100mila lire in meno della Lancia Flavia.
E' lunga 4,14 metri, alta 1 metro e 43cm e larga 1 metro e 56cm.
Il frontale presenta una mascherina a righe di acciaio cromato che ingloba 4 fari con gli anabbaglianti esterni più grandi degli abbaglianti interni ed al centro la classica calandra a scudetto dell' Alfa Romeo.
Gli indicatori di direzione e le luci di posizione si trovano subito sotto i fari: all' interno le luci di posizione ed all' esterno gli indicatori di direzione.
Immediatamente sotto si trova il paraurti cromato, dotato di due rostri gommati.
Il cofano anteriore è dotato di un profilo centrale in rilievo, rivestito da una barra cromata.
Le prese d' aria tra il cofano anteriore ed il parabrezza sono orizzontali.
Il cofano posteriore presenta una scanalatura centrale squadrata ricavata sopra il bagagliaio.

Internamente, i sedili anteriori sono costituiti da un unico sedile a panca omologato per tre persone.
Il sedile posteriore è anch' esso a panca, dotato di bracciolo centrale ribaltabile incassato nello schienale.
La panca del sedile posteriore può essere sollevata e girata di 180 gradi affinché la bombatura anteriore, spostata posteriormente, possa fungere da cuscino in caso venga abbassato lo schienale anteriore.
Il volante è in bachelite bianca e nera a due razze con avvisatore acustico cromato a semicerchio nella parte bassa, collegato alle due razze del volante.
Il cruscotto è di forma trapezioidale con tachimetro orizzontale a nastro e contagiri rotondo collocato alla sua sinistra.
A sinistra del volante si trovano il blocchetto di avviamento, i pulsanti per le luci del quadro, avvio dei tergicristallo e della ventola del riscaldamento abitacolo. Sotto vi sono le levette dello starter, dell' acceleratore manuale e dello sbloccaggio del cofano motore.
A destra, sul piantone dello sterzo, si trovano la levetta degli indicatori di direzione, quella per accendere luci e fari e la leva del cambio, più grossa. Il cambio è al volante.
Sotto al piantone, sulla destra, è collocata la leva a manico di ombrello per azionare il freno a mano.
Al centro si trovano il posacenere ed i comandi per l' aerazione dell' abitacolo, dotata di ventilatore che eroga aria calda o fredda attraverso uno sportello centrale della plancia, oltre che sul lunotto e su quattro feritoie poste sotto il parabrezza.
Di fronte al posto del passeggero anteriore, oltre ad un maniglione, si trovano un cassettino porta oggetti sotto al quale è collocato un ulteriore ripiano porta oggetti a scaffale.
La pedaliera è incernierata in basso.

I finestrini laterali anteriori sono dotati di voletto (deflettore) la cui apertura è comandata da un pomello girevole collocato a fianco della maniglia alzavetri, alla maniglia apriporta ed al piccolo bracciolo posto sul pannello della portiera.
I braccioli montati sui pannelli delle portiere posteriori sono dotati di posacenere.

Il bagagliaio ha una capienza di 430 litri ed è interamente rivestito in gomma e dotato di illuminazione, con il serbatoio della benzina e la ruota di scorta alloggiati sul fondo sagomato.

Il motore è il classico bialbero a 4 cilindri in linea completamente in lega leggera con canne e cilindri in ghisa, umide.
La parentela con il vecchio bialbero dell' antenata Giulietta è molto stretta ma il nuovo bialbero è stato riprogettato.
Il propulsore della Giulietta era nato con la possibilità di aumentare la cilindrata e ciò era già avvenuto con il passaggio da 1100cc a 1300cc. Per passare a 1570cc (78x82mm) fu necessario adeguare il basamento.
La coppa dell' olio è abbondantemente alettata, in posizione esposta per aumentarne il raffreddamento.
La distribuzione, a doppio albero a camme in testa, è comandata da due catene e le valvole (due per cilindro con camera di scoppio emisferica) sono a comando diretto con interposizione di bicchierini a bagno d' olio.

L' alimentazione è regolata da un carburatore a doppio corpo con farfalla automatica sul secondo corpo e pompa di ripresa.
Il collettore di scarico 4-2-1, di stretta derivazione agonistica, evita tubolenze e reflussi garantendo un migliore riempimento delle camere di scoppio.
Le valvole di scarico, di derivazione aeronautica, sono raffreddate al Sodio: l' interno dello stelo è cavo e riempito con Sodio che, riscaldandosi, si fluidifica permettendo una dissipazione del calore attraverso tutta la valvola raffreddando il "fungo" oltre 100 gradi centigradi in meno rispetto alle valvole normali. Ciò permette di migliorarne la tenuta e la durata anche con il mantenimento prolungato della massima potenza.
Il cambio è a cinque marce sincronizzate con sincronizzatori ad anello al molibdeno con la quinta di potenza.

La velocità massima dichiarata è di oltre 165 Km/h.
La prova su strada effettuata da Quattroruote registra però 175,979 Km/h con un' accelerazione da 0 a 100 Km/h in 13,7 secondi ed il Km da fermo in circa 35 secondi con una velocità di uscita di 146 Km/h.

 I primi 22mila esemplari prodotti della Giulia TI erano dotati di freni a tamburo a tre ceppi  con tamburo in ghisa ed alettatura elicoidale  riportata in lega leggera (molto complessa la loro produzione, ma grossi vantaggi in termini di prestazioni).
A partire dal telaio numero AR423501, prodotto nell' Agosto del 1963, la Giulia TI montò un impianto a quattro dischi Dunlop.

Dall' 11 Maggio 1964 venne prodotta la Giulia TI con cambio a cloche anziché al volante e con sedili anteriori separati anziché a panchetta. I sedili anteriori separati vennero anche offerti come optional sulle vetture con cambio al volante al costo di 25.000 Lire. A partire dalla stessa data vennero aggiornati i rivestimenti ed aggiunti i listelli cromati sulle prese d'aria alla base del parabrezza. Venne inoltre "ritoccato" il prezzo a 1.570.000 Lire meglio allineato, secondo l' allora AD Giuseppe Luraghi, anche in senso internazionale.

Nel Febbraio del 1966 vi fu l' ultimo aggiornamento della Giulia TI.
La scritta sul cofano posteriore avrebbe dovuto cambiare da "Giulia TI" a "Giulia 1600 TI", ma si decise di lasciarla invariata.
Gli interni ripresero quelli della Giulia Super con strumenti circolari e volante a tre razze, plancia di nuovo disegno e nuovi sedili.
Esternamente, la modanatura cromata intorno ai fanali posteriori venne sostituita da una più semplice a forma di L rovesciata, con i lati verticali vicino alla targa.

La produzione della Giulia TI cessò nel 1969.
Sua erede sarà la Giulia 1600 S.